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[personal profile] gwenchan
Personaggi: APH Inghilterra; APH Francia
Rating: Teen and up audiences
Tags: Alternate Universe_Humans; Alternate Universe_Royalty; Alternate Universe_Medieval; Single POV; Unreliable narrator
Prompt: Genere non convenzionale
Note: Capitolo 1/?

Cari Padre e Madre,
spero che la presente vi trovi nella stessa buona salute che avevate quando vi ho lasciato. Vorrei poter avere il piacere di dirvi che il viaggio si è svolto senza intoppi, ma in tal caso sarebbe mentire, un'abitudine che se ricordo bene avete sempre disprezzato. Perciò non ho remore a dire che tanto la traversata via mare quanto il trasferimento in carrozza fino a palazzo avrebbero potuto essere gestiti in maniera assai più consona.
 
Ma non c'era da aspettarsi di più dai locali, per quanto voi continuate ad ostinarvi ad esaltarli. 
Devo pregarvi ancora una volta di riconsiderare la vostra decisione, che qualcuno potrebbe non esitare a definire sciocca, lasciandomi in una corte che fino a due anni fa ci era nemica.
 
Specialmente quando il mio adorato fratello pecca tanto quanto me in tutto ciò su cui affermate debba migliorare
 
Se poi come dite il problema è una mia presunta mancanza di socialità, mentre continui a non comprendere, non vedo come stare presso una corte straniera possa aiutarmi a trovare un legame con i nostri sudditi.
 
Prego quindi che riconsideriate al più presto la vostra decisione.
 
In fede,
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre,
La corte locale deve essere cambiata immensamente da quando l'avete visitata perché temo di non aver trovato un singolo riscontro delle meraviglie tanto anticipate. 
 
Al contrario, accoglienza e ospitalità lasciano alquanto a desiderare. Se è questo il modo con cui trattano un rappresentante di una corte amica, non mi meraviglia che continuino a mutare alleanza come il vento.
 
 
Dalla sguattera al più alto in rango dei nobili, nessuno si fa remore ad ostentare un'arroganza che ritengo profondamente fastidiosa e inappropriata. 
 
Giusto questa mattina sono stato costretto a ripetere quattro volte qualsiasi cosa dicessi al valletto che mi è stato assegnato. Continuava infatti a fingere incomprensione per la mia pronuncia della lingua locale. Il che è assolutamente ridicolo, perché la mia padronanza di quel maledetto idioma è assai migliore di quanto chiunque qui potrebbe mai sperare di ottenere se si cimentasse con la nostra lingua.
 
Inoltre, sebbene la vita a corte non sembra cominciare prima delle undici di mattina, per i più mattinieri, vengo puntualmente strappato al sonno che il sole è a malapena sorto. Chieste informazioni al valletto, superate le solite difficoltà di comunicazione, sono riuscito infine a capire che l'istruzione è venuta direttamente da Voi, perché io non dimentichi le native abitudini.
 
Se temete così tanto che io dimentichi le nostre usanze, trovo ancora più assurdo la vostra decisione di lasciarmi qui per un tempo imprecisato.
 
Vi chiedo ancora una volta di rivedere la vostra decisione.
 
In fede.
 
Arthur
 
 
 
Cari Padre e Madre,
temo che dovrete presto piangere il vostro figlio minore giacché ogni giorno che passa mi avvicina sempre di più alla tomba con la noia che queste lezioni mi causano. Ancora non sono riuscito a decidere quale sia il peggiore tra i numerosi insegnanti che mi sono stati affibbiati, se quello di musica, quello di etichetta o il maestro che nonostante la sua zoppia pretende di insegnarmi i passi di quelli che sembrano essere i balli più in voga al momento.
 
L'unica eccezione in questo assoluto disastro sarebbe il conte Bonnefoy, con cui ho lezione di lingua e conversazione ogni pomeriggio. Il vecchio è più acido di quanto secondo Voi sono io, ma so riconoscere un uomo intelligente quando lo incontro e solo uno sciocco come mio fratello non capirebbe e apprezzerebbe il conte come un uomo di estrema erudizione. 
 
Purtroppo pare che l'universo provi un certo piacere nel togliere e rovinare le poche gioie che posso ancora trovare in questa corte. 
 
In questo caso si tratta dell'unico figlio del conte. Fatico onestamente a capire come una mela possa essere caduta così lontano dall'albero. Tanto il conte è frugale e ligio al dovere, tanto il giovane Bonnefoy sembra non avere altro interesse se non pavoneggiarsi a corte con vestiti che non so come definire se non ridicoli.
 
Almeno mi offre il diversivo di una certa ilarità ogni volta che ho la sfortuna di incrociarlo nei corridoi del palazzo. Purtroppo anche quella piccola soddisfazione si esaurisce nell'istante in cui apre bocca. Se già fatico a sopportare la lingua locale, in bocca al giovane Bonnefoy diventa qualcosa di assolutamente insostenibile.
 
Per fortuna l'antipatia sembra essere reciproca e ciascuno fa il possibile per evitare l'altro
 
Cercherò di tenervi il più aggiornati su come si sviluppano le cose a palazzo, fosse solo perché queste lettere mi permettono un pausa da ore di lingua locale. 
 
In fede,
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre,
 
a corte sembrano tutti impazziti per le celebrazioni in onore del compleanno del re. Sebbene comprenda il significato che ha un sovrano per il popolo, ritengo assolutamente ridicola la farsa a cui sto assistendo. Qualcosa che presso di noi verrebbe considerata impropria anche dal più sfarzoso dei cortigiani.
 
Pur in questa frenesia, continuano le mie lezioni, che per mio dispiacere sono state anche loro contagiate. 
 
Solo il conte sembra essersi salvato dalla follia che ha contagiato tutta la corte. Purtroppo la sua esperienza e presenza è spesso richiesta in varie parti della città, così che quando arriva il pomeriggio e l'ora di sedersi a conversare è impossibile non notare la netta mancanza del suo solito spirito.
 
Cosa che invece vorrei poter dire del giovane Bonnefoy forse il più entusiasta per gli imminenti festeggiamenti. Da come ne parla le volte in cui ho la sfortuna di trovarmi abbastanza vicino a lui da sentire, parrebbe che abbia confuso a chi saranno dedicate le celebrazioni. Temo che presto potrei non rispondere più delle mie azioni se dovessi sentirlo ancora una volta nominare il nuovo completo che si sarebbe fatto mandare dall’estero e deve essere la soluzione a tutti i mali del mondo da tanto ne parla.
 
Solo il desiderio di non ritardare il mio ritorno a casa con qualche nefandezza ha per ora trattenuto la mia mano. Lo stesso sarà durante la visita del sarto reale. 
 
Secondo il maestro di etichetta nessuno dei miei abiti è adatto all'occasione e ha subito voluto porre rimedio. Non certo per buon cuore, tuttavia, ma per timore che, non sia mai, la corte risulti anche solo una frazione meno sfarzosa a causa di un elemento fuori posto. 
 
Pertanto sarò costretto a indossare la moda locale, sebbene fortunatamente solo per una notte. 
 
Sarà già fin troppo,
 
In fede,
 
Arthur
 
Cari Padre e Madre
non credevo che i festeggiamenti per il compleanno del re potessero essere più insopportabili di quanto avessi immaginato e temuto. Invece la scorsa notte ha voluto prontamente smentirmi. 
 
Se dovessi decidere quale sia stato il momento peggiore, impresa niente affatto facile, direi che sia stato quando con assoluta arroganza e mancanza di decoro il giovane Bonnefoy ha voluto trascinarmi in un giro di danza dove ho avuto solo la conferma che il Conte dovrebbe ripassare con suo figlio le basilari regole di decenza. Credo che non ci sia stata persona con cui suo figlio non abbia ballato almeno un giro, inclusa la regina. 
 
Tra l’altro visto dal vero quell'abito di cui ha tanto parlato non vale la metà delle sue chiacchiere, a patto che il suo desiderio non fosse di essere scambiato per una decorazione ambulante. In tal caso, devo inchinarmi a un assoluto successo. 
 
Direi che il momento più felice della serata sia stato quando ho ricevuto finalmente il permesso di ritirarmi nei miei appartamenti, cosa che avrei fatto già dall'inizio della cena, se non fosse stato per i due domestici che hanno passato la serata a seguirmi senza concedermi mezzo secondo di respiro
 
Sono quindi lieto di poter dire che quei giorni sono ormai alle spalle e spero in un rapido ritorno alla normalità, a partire dal dare ordine di eliminare il mio nuovo completo non appena tornato in camera.
 
Temo però che il valletto abbia travisato, visto che questa mattina ho avuto il dispiacere di vederne una manica di sfuggita quando ha aperto il baule per prendere i vestiti del giorno.
 
Spero che vada perduto quando la corte si trasferirà nella residenza estiva.
 
In fede, 
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre,
la corte si sta preparando a trasferirsi nella residenza estiva, il che dovrebbe lasciare meno tempo per le mie lezioni, ma di nuovo sono in errore. 
 
La corte estiva si trova a circa mezza giornata di viaggio e il conte Bonnefoy ha deciso che sarò ospite nella sua carrozza, insieme, mai parole da me scritte furono più terribili, suo figlio.
 
Tremo già al pensiero di come sarà stare chiuso ore in carrozza con qualcuno che ha già ampiamente dimostrato di non comprendere quando una persona non ha alcuna voglia di conversare con lui. Naturalmente sarei più ben disposto se ogni mio tentativo, per amore di quelle relazioni tra corte che vi stanno così a cuore, non venisse puntualmente sminuito con assoluta sufficienza. 
 
Aspetto il giorno in cui sarà costretto a dire anche solo una parola nella nostra lingua e al disastro che sarà. Il gusto della vendetta sarà dolce allora. 
 
Per il momento mi adopererò per sopravvivere durante il trasferimento. Su consiglio del duca ho appena iniziato la lettura dell’Enciclopedia storico-naturale, testo assai complesso ma sorprendentemente illuminante. Forse seppellire il naso nelle pagine sarà un messaggio sufficiente. In caso contrario, un volume ha altri utilizzi oltre quello classico della lettura.
 
In fede,
Arthur
 
 
 
Cari Padre e Madre, 
il viaggio alla residenza estiva si è rivelato anche peggio del previsto, come è ormai abitudine per le mie previsioni.
 
Ovviamente il giovane Bonnefoy ha voluto conversare per tutto il tragitto. Ho provato a ordinargli il silenzio forte dell'essere di rango ben superiore al suo, ma l'unico risultato è stato di farlo scoppiare a ridere.
 
Ancora non capisco come un simile comportamento possa essere tollerato. Mi sono girato verso il Conte, sperando in un suo sostegno, ma siccome suo figlio alla fine stava solo chiacchierando, credo che l'abbia visto come la perfetta opportunità per farmi mettere in pratica con qualcuno già vicino a me per età e interessi quanto appreso nei mesi di lezione con lui.
 
Non sprecherò inchiostro nel dire quanto fallimentare sia stata l'esperienza.
 
In ogni caso, è passata circa una settimana da quando ci siamo stanziati qui e se il tempo e la stagione lo concedono dovremmo ritornare al palazzo principale a metà autunno. 
 
Le lezioni sono state momentaneamente sospese e non avrei mai pensato di dirlo, ma spero che ricomincino il prima possibile, così da darmi una scusa per sfuggire al figlio del Conte e ai suoi continui inviti per una passeggiata o una partita a volano. 
 
A ripensarci, è dall'ultimo ballo che nonperde occasione per vantarsi delle sue numerose frequentazioni, quasi sperasse che per invidia io mi unirò alla sua cerchia.
 
Non credo di aver mai sentito un'idea più ridicola. 
 
In fede,
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre,
 
Non avrei mai creduto di poterlo scrivere, ma è passato un mese da quando la corte si è trasferita fuori città e sarà il nuovo ambiente o la lontananza dagli abituali sfarzi, ma ci sono momenti durante i quali il giovane Bonnefoy è quasi, quasi, sopportabile. 
 
Credevo che sarebbe impazzito di noia a rimanere in campagna, lui con tutti i suoi circoli, i suoi vestiti alla moda e la continua ossessione per la bellezza; invece si muove con la sicurezza e l'energia di chi appartiene di diritto a questi luoghi.
 
L'altro giorno su richiesta della Regina buona parte della corte si è recata in una radura poco distante dal palazzo per un pranzo all'aperto, come sembra essere di moda da queste parti. 
 
Nessuno dei miei insegnanti sembrava particolarmente interessato o convinto nel farmi partecipare, finché non è intervenuto il Conte, dicendo che anche durante un picnic ci sono occasioni per imparare qualcosa. Ho provveduto a ringraziarlo appena ho potuto. Soprattutto è stata per me fonte di grande gioia assistere allo spettacolo di suo figlio alle prese con una colonia particolarmente aggressiva di formiche e dei suoi vani tentativi di salvare la torta di prugne dai loro attacchi.
 
Vostro,
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre 
mi duole dovervi informare che il Conte è stato contagiato da una specie di influenza estiva molto comune in questo periodo. Fortunatamente si tratta di una malattia passeggera e il Conte dovrebbe guarire nel giro di un paio di settimane. Per il momento, tuttavia, è costretto nelle sue stanze con una violenta tosse.
Insiste per continuare le lezioni abituali, ma è evidente che si tratti di uno sforzo eccessivo per le sue condizioni attuali. Più di una volta ha perso la voce durante una delle nostre conversazioni e capita che la stanchezza lo faccia appisolare sul momento.
 
Ho tentato di dissuaderlo, ma i risultati non sono stati quelli sperati. Stavo quasi per dimenticare, il giovane Bonnefoy continua a stupirmi. Sono giorni che anticipa un suo soggiorno da amici su una villa sul lago non poco distante da qui, ma quando il Conte ha mostrato i primi segni di malessere, non ha esitato ad annullare tutto per stare al suo fianco. 
 
Peccato. Avrei gioito nel non averlo intorno per qualche tempo.
 
In fede, 
 
Arthur
 
P.S in caso  ve lo steste chiedendo, la malattia che ha colpito il Conte non sembra essere contagiosa.
 
Cari Padre e Madre,
 
temo di dovervi informare che la salute del Conte è peggiorata negli ultimi giorni. Si sperava che trascorsa la terza settimana avrebbe cominciato a guarire, ma tra poco sarà passato un mese ed è ancora soggetto a violenti attacchi di tosse e ci sono intere giornate in cui un valletto lo deve sostenere quando cammina.
 
La sua malattia di norma non dovrebbe essere così aggressiva, ma secondo il medico di corte deve aver scatenato un'altra patologia già latente nel Conte. 
 
Il medico di corte gli ha anche ordinato il più assoluto e completo riposo, vietandogli qualsiasi attività, incluso l'insegnamento. 
 
E questo mi porta alla notizia peggiore di quest'ultimo periodo. Non appena è venuto a sapere, infatti, di come io sia rimasto, sebbene momentaneamente, senza un maestro di conversazione il giovane Bonnefoy si è offerto di sostituire il padre in una maniera la cui celerità non può che lasciarmi dubbioso.
 
Avrei prontamente rifiutato, se l'alternativa non si fosse rivelata ancora meno piacevole. Il vecchio barone che il conte aveva proposto è un nobile di grande cultura ma la perdita di quasi tutti i denti rende impossibile capire qualsiasi cosa dica. Oltre al barone nessun altro cortigiano sarebbe stato disponibile al momento, cosa assai strana dato l'ozio in cui si crogiola la corte in questi mesi. 
 
Al momento è quasi una settimana da quando il giovane Bonnefoy ha cominciato a sostituire suo padre e se mai ho pensato di poter avere un briciolo di apprezzamento nei suoi confronti, sono lieto di essere uscito da quella follia. 
 
Spero che il Conte guarisca presto. Più sono costretto a passare il tempo con suo figlio, più sento di perdere mesi di progressi e anni di vita.
 
Vostro,
 
Arthur
 
Cari Padre e Madre,
 
dopo quasi quattro mesi in campagna, tornare in città ha solo aggiunto un ulteriore fastidio ad altri già presenti, il cui principe continua ad essere il giovane Bonnefoy
 
Sebbene il Conte si sia ormai avviato verso la guarigione, il medico di corte per evitare di peggiorare di nuovo la situazione ha vietato qualsiasi spostamento, soprattutto se su lunghe distanze come richiede il trasferimento dalla residenza estiva a quella invernale. 
 
Pertanto, mentre il Conte trascorrerà quanto rimane della sua convalescenza nella villa che i Bonnefoy hanno nel Sud, io sono stato costretto a rimanere incastrato con suo figlio come insegnante. 
 
Secondo il conte, infatti, tra me e Francis si sarebbe creata ormai sufficiente dinamica da non volere distruggere presunti progressi con un nuovo cambio di insegnante. Sono soprattutto le sue ultime parole a farmi temere, dato che ho il sentore che vorrà continuare a lasciare la situazione come è attualmente anche quando sarà del tutto ristabilito. 
 
Non riesco però a comprendere quali siano i progressi di cui tanto parla, quando tutte le ultime lezioni sono state assolutamente disastrose, non certo però per una mia mancanza di impegno. Eppure l’antipatia per Francis è tale da ingarbugliarmi la lingua ogni volta che trova consono divertirsi con una delle sue battute di solito ai danni o miei o del nostro regno.
 
Lo trovo assolutamente inaccettabile. Spero che il Conte riveda al più presto la sua posizione.
 
In fede, 
 
Arthur
 
 
Cari Padre e Madre,
 
come avevo temuto, il Conte ha comunicato con una lettera recapitata questa mattina che passerà l'inverno lontano dal palazzo, la qual decisione mi lascia di nuovo col dover sopportare Francis Bonnefoy ogni giorno per le due ore quotidiane di conversazione.
 
Se scegliesse almeno argomenti interessanti di cui conversare potrei persino sopportare il dover essere costretto in sua presenza e il suo terribile modo di parlare, ma sembra che Francis abbia fatto una missione il discutere di quanto meno possa interessarmi.
 
Se mai mi lascio sfuggire di non avere in simpatia qualcosa, allora posso essere sicuro che sarà l'argomento della lezione successiva. 
 
Pare avere in particolare simpatia dei volumi di epiche cavalleresche tanto lunghi quanto noiosi e assurdi nelle loro vicende. 
 
In fede,
 
Arthur
 
 
Mia Cara Madre
 
domani saranno tre mesi da quando, tornati a corte, Francis Bonnefoy ha sostituito suo padre. Sarete lieta di sapere che abbiamo deciso di stabilire una certa tregua per beneficio comune. Quale ironia, con suo padre via da corte, il rango di Francis gli permette di rimanere a palazzo solo come mio ospite e non nego che userei subito questo potere per averlo il più lontano possibile se non continuasse ad essere migliore di qualsiasi altro insegnante. 
 
Il che è già concedere più di quanto io non debba fare.
 
In linea con le abitudini locali, Francis ha un concetto molto limitato di spazio personale e nel conversare non manca mai di avvicinare la sua sedia alla mia, quasi sperasse di potermi insegnare la sua lingua per qualche strano meccanismo di trasmissione aerea 
 
Più volte ho inoltre dovuto ricordargli come io non gli abbia mai dato alcun permesso di toccarmi, fossero solo i piccoli, inavvertiti tocchi che qui sembrano essere tanto comuni durante una conversazione. Ultimamente ha scelto una commedia romantica come testo di pratica che insiste nel recitare in coppia, ciascuno una parte, insistendo su un’enfasi che dovrebbe aiutarmi a connettermi con la musicalità del suo idioma ma riesce solo a causarmi improvvisi attacchi di ilarità nella sua esagerazione.
 
Ci sono però delle frasi che Francis Bonnefoy riesce a pronunciare con una serietà assolutamente inaspettata e nei suoi occhi c’è come una scintilla e quando serro le palpebre per scivolare nel sonno, la ritrovo lì
 
 
 
Mia Cara Madre,
 
non ti tedierò oltre con i dettagli della scorsa battuta di caccia a cui sono stato invitato a partecipare, né mi vanterò oltre delle mie dieci lepri contro le solo tre che Francis è riuscito a colpire con quella sua maldestra tecnica che si ostina a chiamare tiro con l'arco.
 
Ha voluto poi fare una passeggiata, per approfittare di uno dei rari giorni in cui  il cielo è ancora limpido e il terreno abbastanza asciutto da non rischiare di impantanarsi a ogni passo. 
 
Fosse stato per me avrei rifiutato, ma ho imparato bene quanto sappia essere vendicativo, sebbene forse vendetta sia una parola con un peso che i suoi dispetti infantili non meritano. Comunque,  per amore della mia sanità mentale, prima che pensi di farmi leggere un'altra delle sue assurde chanson, ho acconsentito a un breve giro nel giardino del palazzo, rigorosamente accompagnati da uno chaperon come di dovere.
 
Dallo sguardo di Francis quando ha visto il valletto, ho paura che abbia frainteso. Gli ho prontamente detto di limitare le sue fantasie. È solo buona abitudine che un principe sia sempre accompagnato, soprattutto in corte straniera. Spiegazione per cui Francis Bonnefoy ha ritenuto fosse un comportamento accettabile ridermi in faccia.
 
C'è qualcosa di assolutamente tremendo quando ride,  un suono per cui devo trattenermi dal tirargli un pugno sul naso. Se non fosse che ho scoperto di amare ancora meno l'alternativa.
 
Tuo,
 
Arthur
 
Mia Cara Madre
 
Dubito che sia stata mai creata una persona più odiosa e vanesia di Francis Bonnefoy, abbastanza che da qualche parte ci deve essere un magnifico esempio di umiltà e virtù, per riportare l'universo in equilibrio. 
 
Ogni volta che comincio ad accarezzare l'idea di poter avanzare la possibilità di una tregua, puntualmente è suo piacere ricordarmi i motivi per cui non lo faccio.
 
A palazzo fervono i preparativi per il ballo per la festa di mezzo-inverno, una celebrazione particolarmente sentita da queste parti. È tradizione locale invitare qualcuno, giacché si ritiene di cattivo auspicio presentarsi da soli. Dubito che possiate immaginare la frenesia di tutte le damigelle e cortigiane ancora senza un pretendente nel puntare ora questo ora quel nobile, più simili a rapaci che a fanciulle. 
 
Non sarà una sorpresa che Francis è tra le prede più ambite. Se già ha sempre tre o quattro tra ragazzi e ragazze che sospirano quando passa per la sua delizia, ora è arrivato a portarsi dietro un'intera processione.
 
Sarebbe sufficiente che scegliesse una ragazza per porre fine a questa farsa, ma per citare le sue testuali parole "così poi si farebbe offesa a tutte le altre".
 
Provo pietà per la persona che avrà la sfortuna di doverlo sposare un giorno, all'altare con la consapevolezza che la fedeltà non fa parte del suo vocabolario. 
 
Per quanto mi riguarda, ho invitato una giovane duchessa che dicono sia una ballerina abbastanza decente da rendere piacevole la serata.
 
Francis si aspetta che gli concederò almeno un ballo. Proverò piacere dalla sua delusione.
 
Tuo, 
 
Arthur
 
Mia Cara Madre,
 
il ballo invernale è stato all'altezza delle aspettative costruite attorno ad esso, sebbene ancora eccessivamente sfarzoso per non rischiare di risultare quasi volgare. Di nuovo un abito della moda locale è andato ad aggiungersi a quello dalla primavera scorsa che ormai mi sono rassegnato a tenere. 
 
Tuttavia di questi dettagli ho già parlato ampiamente nella mia precedente missiva. Ci sono però cose che sento di poter condividere solo con voi, non in quanto Regina, ma come mia adorata madre. Sono certo che saprete comprendere e consigliarmi.
 
Temo di aver sbagliato a giudicare Francis, che si è rivelato ancora più antipatico di quanto non abbia già dimostrato di essere. 
 
Non si spiega infatti, se non con una strategia accuratamente pianificata, come abbia di nuovo ballato con tutti gli invitati della sua età, ma non solo, tranne il sottoscritto. Sono certo che il suo gesto sia stato soltanto uno dei suoi numerosi tentativi di farmi dispetto e di deliziarsi alle mie spalle. Presagendo che lo avrei rifiutato, ha voluto evitare la sconfitta, da codardo qual è.
 
Se non fosse che più lo vedevo avvicinarsi a me e passare oltre, più mancavo di sentire quel sollievo che avrei dovuto avere nella consapevolezza di aver scampato un pericolo. Deve essere il fatto di essere stato privato della possibilità avere l'assoluto potere di decisione su una sua richiesta.
 
Ho paura che le prossime lezioni mi saranno ancora meno sopportabili del solito,
 
Tuo Arthur
 
Mia Cara Madre,
 
Francis ha recentemente iniziato a corteggiare una damigella da poco arrivata del Nord e credo che non sia rimasta parete o piastrella che non sia a conoscenza degli ultimi sviluppi.
 
Non mi dilungherò sul tedio che sono diventate le nostre lezioni, abbastanza da farmi rimpiangere i tempi delle chanson e dei romanzi d'amore. Almeno in quelli di tanto in tanto si poteva trovare sollievo in un poco d'azione, in una battaglia o scontro tra cavalieri. Ora le nostre conversazioni si arenano puntualmente sull'ennesima frase ad effetto con cui Francis spera di conquistare la sua nuova fiamma.
 
Sarebbe anche sopportabile se non si ostinasse a chiedere il mio aiuto, un parere che puntualmente rifiuta con un'espressione di delusione che non ha il diritto di avere. Non quando sono io a essere così magnanimo da sopportare ore del suo sospirare e sognare a occhi aperti per una straniera che pecca tanto d'aspetto quanto di intelligenza.
 
Spero che a Francis passi presto la fantasia della novità così da poterci lasciare questa farsa alle spalle.
 
Tuo,
 
Arthur 
 

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