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[personal profile] gwenchan
 Personaggi: APH Vietnam; APH America
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Tags:  Alternate Universe _Human; Alpha/Beta/Omega Dynamics; Alfa America, Alfa Vietnam, Brotp
Prompts: Teatro; "Stop texting me weird stuff at night"; "Omegaverse"


Era difficile decidere se la goccia che aveva fatto traboccare il vaso fosse stato il video di una coppia di chihuahua che sculettavano con un cerchietto di piume in testa o i cinque minuti di piedi su cui qualche idiota aveva disegnato un paio di facce ridicole per dare l'impressione che stessero recitando tutto l'Essere o non essere. 
Non tanto idiota comunque come il tizio che imperterrito pareva intenzionato a non farla dormire. Qualcuno doveva anche capire che lei teneva il cellulare acceso di notte casomai ci fosse stata un'emergenza in ospedale, non per essere svegliata da video scemi.
 
La pazienza di Lành aveva pur sempre un limite. 
 
"Ringrazia che vivi dall'altra parte del mondo" digitò rapidamente, arrendendosi a vedere le sue tre ore di sonno rimanenti andarsene allegramente. Una tazza di caffè e poi avrebbe sfruttato l'inaspettato tempo extra per buttarsi sullo studio. E in tutto quello, il telefono che si era infilata in tasca continuava a vibrare. 
Se si fosse potuta permettere il lusso, lo avrebbe ignorato. Peccato non fosse così. E nel frattempo sullo schermo era comparsa la notifica di altri dieci video, tra cui "Sono la reincarnazione di Oscar Wilde".
 
"La pianti?" digitò sui tasti con un pizzico di foga eccessiva. Quando poi il cellulare si mise a trillare, lo strinse quasi fino a stritolarlo. Da alfa, pur essendo una ragazza, condivideva la tendenza ad esagerare sempre un po' con la propria forza.
 
"Ringrazia che non voglio farmi radiare con un omicidio e che vivi dall'altro capo del mondo" sibilò nella cornetta.
"Buongiorno anche a te, Nguyen" rispose il suo interlocutore, con un tono troppo squillante per le tre del mattino. 
"È notte fonda, Jones. Che vuoi?"
"Non posso salutare la mia amica di exchange preferita?"
 
Lanh intrecciò le dita, incastrando il telefono tra collo e spalla, e si impose di respirare molto profondamente. Abbastanza forte perché tutta la fonte dei suoi problemi lo sentisse. 
 
"Seriamente, Jones?" 
Peccato che non potesse vederla roteare gli occhi. "Mi hai svegliato solo per salutare?"
 
"Certo che no" ribattè lui come se Lành avesse detto un'idiozia. "Mi serve un consiglio, duh."
Se credeva che questo migliorasse la sua già pessima posizione, si sbagliava di grosso. Lành non gli sbatteva il telefono in faccia solo perché sapeva quanto inutile sarebbe stato.
"A proposito di cosa?" si arrese a chiedere, sperando fosse una cosa veloce e indolore. 
"Ecco, uhm, cosa piace a voi?" 
"A noi chi?" Lanh sentì il naso arricciarsi di fastidio. "A noi Vietnamiti?"
Ma no! A voi ragazze."
 
Sì, Alfred doveva decisamente ringraziare che ci fosse un oceano a separarli perché più parlava, più Lanh riconsiderava la sua precedente decisione di risparmiarlo perché non sarebbe mai diventata neurochirurgo con un omicidio sulla propria fedina penale. 
 
"Perché non ci sono ragazze dalle tue parti?" tamburellò con le dita contro la tazza che aveva recuperato nel frattempo. 
"Certo, ma sei l'unica persona come te che conosco abbastanza da poter chiedere."
"Come me?" 
 
"Un'alfa!" esclamò finalmente Alfred. "Natalia, la ragazza del club di teatro, presente? Ha accettato di uscire, ma è un'alfa."
"Ti rendi conto che sei un alfa anche tu?"
"Ma è un'alfa" riprese l'altro, ignorandola. "E odia tutti."
"Allora perché l'hai invitata?"
 
Davvero, doveva esserci una logica in tutto quello. Peccato che a Lanh continuasse a sfuggire. Doveva essere colpa della mancanza di sonno. 
 
"Perché mi piace, ovvio."
"E immagino sia importante" concesse Lanh dopo un momento di esitazione. 
"Ovvio che è importante. Andiamo, la devo passare a prendere tra un'ora! E mi uccide se le do buca. Sono assolutamente nel panico!"
 
Lanh sospirò. In effetti, ad ascoltare bene, suonava decisamente agitato. Abbastanza da buttarla giù dal letto. Voleva credere che Alfred conoscesse i dettagli dei fusi orari e l'avesse chiamata solo perché, nella sua testa bacata, quella era effettivamente un'emergenza. Massimo se non lo avesse ucciso lei, ci avrebbe pensato Natalia.
"D'accordo" concesse infine. "Ti darò qualche consiglio. Ma."
"Qualunque cosa!"
 
Lo sguardo di Lanh cadde sul libro lasciato aperto sul tavolo. "Be', stai per sentire tutto lo scibile sui neuroni a specchio."
 
 

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