(Non) un tradimento
Mar. 12th, 2021 10:38 pmCharacters: HWS Norvegia/Lukas Bondevik, HWS Svezia/Berwald Oxiesterna
Rating: General
Additional Tag: Alternate Universe_Humans, Unhappy Marriage
Prompt: Tradimento
Questo non è un tradimento.
Logicamente, riflette Lukas, questa cosa tra lui e Berwald non può ancora essere considerato un tradimento.
Si sono baciati solo una volta, un bacio a stampo rapido e impacciato, e non sono andati oltre. Lukas ci ha pensato per tutta la notte dopo e il giorno seguente, cercando le parole giuste per affrontare l’argomento e poi dibattendo se era anche necessario parlarne. È stato solo una volta, dopotutto, solo un errore. Qualcosa che non si sarebbe ripetuto e allora tanto vale dimenticarsene.
Non è innamorato di Berwald, non esattamente.
Escono solo insieme, quasi ogni fine-settimana ormai, pranzano da qualche parte, lasciano che il pomeriggio scorra e niente di più. Non sono amanti - la parola ha un gusto cattivo in bocca a Lukas - sono solo colleghi che hanno scoperto di avere più cose in comune di quanto pensassero.
Non è un tradimento, eccetto che questa mattina Lukas ha detto a Magnus, suo marito, che andava in città per delle commissioni, è salito in macchina e a metà strada l'ha girata per andare da tutt'altra parte.
Berwald era già lì ad aspettarlo, davanti al locale che hanno scelto per oggi. Lukas è certo che anche lui abbia inventato una scusa.
Non vanno mai troppe volte nello stesso posto, e Lukas pensa che tanta prudenza sia esagerata. Ma nel tornare a casa si dovrà ricordare di fare quelle commissioni che aveva accennato a Magnus, casomai cominciasse a fare domande.
"Mi sei mancato." Di poche parole, Berwald non dice altro ma allunga una mano attraverso il tavolo e la posa su quella di Lukas, con silenziosa delicatezza.
Curioso come un gesto così semplice e innocente possa scatenare tali tempeste. Basta quello per riportare Lukas a un certo di ormai qualche mese fa, una sera, nell’ufficio dove lavorano entrambi.
Lukas non ricorda bene perché abbiano iniziato a parlare. Né lui né Berwald sono tipi particolarmente loquaci. Anzi, non hanno nemmeno parlato molto, quella sera o anche prima.
"Non dovresti andare a casa?" gli ha chiesto Lukas, vedendo Berwald indugiare in ufficio dopo il suo orario di lavoro. "Tuo marito ti starà aspettando."
Ficcare il naso non è mai stato nello stile di Lukas, ma qualcuno che ritarda il proprio ritorno a casa anche senza straordinari non può non far sorgere domande.
Berwald si è stretto nelle spalle, un gesto quasi buffo per un uomo così alto. "Anche tu" ha detto.
"Ho del lavoro da finire."
"Potresti finire domani."
Una logica a cui Lukas non ha saputo replicare. Ancora più che stava solo aggiornando le email per l'ennesima volta casomai un certo fornitore avesse deciso di rispondere proprio adesso.
La verità, una verità che ancora fatica ad ammettere, è che nemmeno lui desiderava tornare a casa. Non ha mai davvero chiesto cosa non vada nel matrimonio di Berwald. È sicuro, invece, di cosa non funzioni nel suo.
Non saprebbe dire quando la confusione e il rumore di Magnus abbiano iniziato a renderlo insofferente fino al limite della sopportazione. Deve essergli piaciuto, un tempo, considerato come nessuno lo abbia legato e trascinato all'altare.
Ora, invece, pensa costantemente a quanto gli dia fastidio il suo accento, al fatto che potrebbe parlare con un tono appena più basso, e di come vorrebbe solo ficcargli un fazzoletto in bocca per farlo stare zitto.
"Devi avvisare o si preoccuperà" ha aggiunto Berwald dopo un momento. Poi, mentre Lukas si rassegnava a prendere il telefono, ha preso una sedia e l’ha trascinata' vicino alla sua postazione.
Non ha detto altro, come sua abitudine, ma si è seduto lì e già in quel gesto, in quel silenzio Lukas ha sentito già i germi di una connessione. Qualcosa che non sente da mesi, anni quasi, con Magnus.
"Non ti aiuta rimanere qui."
Ma nel dirlo non ha fatto segno di andarsene, non ha rispettato il suo consiglio. È rimasto a fissarlo fingere di lavorare. Stranamente a Lukas non ha dato alcun fastidio. A un certo punto, Lukas ricorda, Berwald gli ha preso la mano, quella posata sul mouse. Niente di più. Ma sono rimasti in ufficio un’altra ora.
Il giorno dopo nessuno dei due ha fatto menzione del fatto - del resto non c'era nulla di cui fare menzione, ma la sera li aveva trovati di nuovo a essere gli ultimi in ufficio, entrambi riluttanti a tornare alle proprie case e ai propri compagni.
Presto è diventata un'abitudine. Da lì a iniziare a osare frequentarsi fuori dal lavoro il passo è stato breve. Forse fin troppo breve.
"Ci siamo visti l'altro ieri" fa notare Lukas, senza però ritirare la mano. Hanno scelto apposta una città nuova e un locale dove non li conosce nessuno. Poi, non stanno facendo nulla di male.
L'ha appena pensato quando la tasca comincia a vibrare. Il nome di Magnus lampeggia sullo schermo del telefono. Lukas lo tiene acceso qualora a casa ci fosse un'emergenza e perché spegnerlo desterebbe solo più sospetti.
Lascia vibrare il telefono finché non smette. Può sempre dire di non averlo sentito in tempo.
"Devo richiamarlo" dice a Berwald, quasi in tono di scuse per l'indiretta intromissione di suo marito. Gli verrebbe da pensare che l'abbia fatto apposta, che sappia, se non fosse che crede Magnus incapace di un tale intuito.
Berwald annuisce, comprensivo. Tino è meno pressante di quanto sia Magnus, ma anche lui ogni tanto lo chiama.
La telefonata con Magnus, in uno dei cubicoli del bagno degli uomini, è breve. Lukas ha scelto il bagno perché non è educato rimanere al telefono al tavolo. Dal bagno si sentono meno i rumori. Il che potrebbe anche essere peggio. Troppo silenzio fa sorgere altrettante domande scomode.
Ma Magnus non sembra curarsi di certi dettagli. Gli chiede se può comprare un certo tipo di pesce marinato, quello che vendono proprio nel supermercato vicino a dove Lukas ha detto di andare. Gli chiede cosa vorrebbe per cena, per che ora pensa di tornare. Domande normalissime, ma che fanno stringere a Lukas il telefono nella mano sudata. Sta tremando leggermente quando Magnus lo saluta, pochi minuti dopo, Sono anche troppi e a Lukas paiono ore. È nervoso anche se razionalmente Lukas sa di non aver motivo di preoccuparsi. Magnus non sta di certo tracciando il suo cellulare. Non l’ha seguito in macchina per controllare dove andasse. Magnus non è il tipo. Se anche fosse, sta solo pranzando con un amico.
Approfitta di essere in bagno per sciacquarsi la faccia, spruzzandosi con l'acqua fredda finché non si è calmato e la sua pelle candidata non è più chiazzata di rosso.
"Scusa l'attesa" mormora tornando al tavolo. Berwald fa solo un movimento con la testa, quasi impercettibile, eppure Lukas si sente immediatamente a suo agio. Berwald comprende. Berwald non lo giudica. Questa volta è lui ad allungare la mano attraverso il tavolo, in una richiesta che Berwald comprende ed esaudisce immediatamente.
Non parlano molto mentre mangiano, se non per scambiarsi opinioni occasionali sui rispettivi paitti, e il silenzio è un balsamo per Lukas. Non sa quando le chiacchiere hanno cominciato a dargli noia. Un tempo pensava che Magnus fosse la persona perfetta per lui, il rumore che completava la quiete. Un tempo non gli dispiaceva il costante rumore di sottofondo e le continue esagerazioni.
Non l'avrebbe sposato altrimenti.
Ma è stato un tempo, quando credeva che l’amore l’avrebbe reso cieco davanti a ogni difetto. Si era dimenticato che l’innamoramento non dura più di qualche anno.
Quando Berwald parla, è sempre con cognizione di causa. Nasconde una mente eccellente dietro al silenzio e un cuore d'oro dietro a uno sguardo che molti considerano truce.
"L'altro giorno Tino credeva che fossi arrabbiato con lui" gli dice, con voce triste per l'incomprensione. Non è la prima volta che accade, Lukas lo sa, e continua a dispiacergli. Pensa che con lui non succederebbe. Pensa che Tino ormai dovrebbe aver imparato a conoscere il comportamento e l’umore di suo marito.
Poi, pensa anche che avrebbe dovuto conoscere prima Berwald e magari Tino avrebbe dovuto conoscere Magnus e sarebbe stato beneficiario per tutti quanti. Pensa a come potrebbe essere fare una cena a quattro.
Ha giusto formulato questo pensiero quando si rende conto di cosa sta pensando e della sua assurdità. Lui non è innamorato di Berwald, non può essere innamorato di Berwald. Se lo fosse, questo sarebbe un tradimento e questo non è un tradimento. Lui e Berwald sono solo amici che si incontrano senza dirlo ai mariti per fuggire da quanto la loro vita sia diventata soffocante proprio nell’ultimo ambiente che dovrebbe esserlo.
Niente di più.
Niente di più, pur ordinando un secondo dolce solo per allungare un po' il tempo insieme. Niente di più, anche quando Lukas si trova a sognare già il prossimo fine settimana, anche se si vedranno domani in ufficio e lì non parleranno di oggi. Saranno solo colleghi, niente di più.
Lunedì Lukas farà gli straordinari e Berwald rimarrà con lui, anche se nessuno dei due avrà lavoro urgente da finire. Non parleranno molto, ma Berwald si siederà al suo fianco e poserà la mano sulla sua. Forse, in piedi sulla porta dell’ufficio, gli darà di nuovo un bacio e sarà veloce e innocente e un caso unico.
Un bacio a stampo. Niente di più.
E nulla di quello sarà un tradimento.