Fandom: Hetalia
Personaggi: Hws Prussia, Hws Ungheria, Hws Austria
Rating: Explicit
Additional tags: Threesome, Bondage, Orgasm delay, Cock ring, Cunnilingu, Pegging, Sounding
Prompt: Threesome
Il profumo di Erzsebeth ha un che di selvaggio, ricco e speziato, e si mischia all'odore del suo sudore e a quello della sua pelle. È il sentore della crema che mette ogni giorno dopo la doccia, una marca ormai fuori commercio e che producono solo per lei; l'odore del cuoio dei giorni in cui passa ancora i pomeriggi a cavalcare come la guerriera di altri tempi che è; il profumo dell'olio nei suoi capelli, dell'erba non tagliata, dei fiori selvatici delle distese magiare.
Gilbert li può sentire tutti, il naso fremente premuto contro la gola calda e palpitante della donna.
"Ti vergogni tanto?" lo stuzzica Erzsebeth, disprezzo misto a ilarità in quella voce in grado di comandare migliaia. "Il tuo immenso ego cade per così poco?"
La sente ridacchiare, la bocca calda contro la sua nuca, al ritmo di un'altra spinta, appena più forte delle altre, precisa in maniera millimetrica nel portarlo un passo in più verso la pazzia.
Gilbert serra le labbra su un grugnito di frustrazione. Si morderà labbra e lingua a sangue prima di dare a chiunque la soddisfazione di sentirlo gemere. Deglutisce, pensa a una ragazzina scarmigliata e confusa, alla bambina con cui poteva fare a botte nel fiume, non alla donna che lo tiene stretto a sé mentre lo penetra con una lentezza che ha il sapore della crudeltà.
Dall'altro lato, elegantemente inginocchiato ai suoi piedi, Roderich gli sta succhiando il cazzo come se volesse strappargli l'anima. Mai Gilbert avrebbe immaginato di dover rimpiangere le sue fantasie di farsi fare un pompino dal damerino.
Ringhia. Poi la bocca si apre in un ghigno e i denti grattano la pelle della donna per ripicca. Ne afferra un lembo, succhia e stringe fino a sentire il gusto del metallo sulla lingua, un sapore che conosce molto bene. Conosce il sangue e conosce quello di Erzsebeth.
Erzsebeth sbuffa, gli affonda i polpastrelli e le unghie nella carne
La sua presa è forte, salda e sicura sulle anche dell'uomo. Lo tiene fermo senza sforzo mentre usa un impeccabile uso dei fianchi per tirarsi indietro fino a lasciargli dentro solo la punta dello strap-on.
"Erzi!" ringhia Gilbert, cercando senza successo di divincolarsi.
"Sì? Qualcosa non va?" gli chiede la strega con finta innocenza, fa pure le fusa, alitandogli sull'orecchio. "Credevo che ti avessero insegnato pazienza e disciplina." Il suo è solo un mormorio, ma gli manda brividi giù lungo tutta la schiena.
Gliele farebbe vedere volentieri adesso, tanto la pazienza, quanto la disciplina. Flette le dita. Freme dal desiderio di divincolarsi e ribaltare le posizioni, se non fosse che ha le mani legate, ben bloccate dietro la schiena dal complesso incrocio di corde che gli taglia il torace, le braccia e poi giù tra le cosce. Tende i muscoli fino allo spasmo, ma i nodi non si spostano di un centimetro. Il damerino dalle mani di fata li ha legati uno a uno con cura e precisione quasi maniacale.
Gilbert, comunque, ci prova. Come prova a puntare i talloni nel materasso per spingersi all'indietro verso Erzsebeth, cercando di impalarsi lui stesso sul dildo se proprio deve farlo.
Ormai sono ore che la donna continua con quel giochetto e dall'altre parte suo marito non è da meno. Ma se credono che lui se ne starà fermo, bello e docile, si sbagliano di grosso.
Ma Erzsebeth lo tiene a debita distanza come se fosse fatto di piuma, una cosa insignificante.
"Credo che qualcuno qui non abbia ancora capito il suo ruolo" commenta, quasi distante. "Non credi, caro?"
Roderich annuisce, serio e lascia andare il sesso di Gilbert con uno schiocco osceno. Gilbert non riesce a trattenersi prima dal guardare poi dal corrugare il viso in una smorfia nel vedere il proprio cazzo lucido di saliva, arrossato e gonfio per l'anello fallico serrato alla base. Non si può dire che il damerino non ci sia impegnato.
"Decisamente" mormora con quella voce pacata e distante che fa fremere le mani a Gilbert ogni singola volta, mentre si asciuga le labbra con un fazzoletto inamidato. Come Erzsebeth, è ancora del tutto vestito, un'altra cosa su cui Gilbert avrebbe molto da ridire.
"Suggerimenti?" chiede Erszebeth, come se stessero conversando in salotto davanti a una fetta di sacher e non ci fosse uno di loro nudo, legato e con uno strap-on mezzo infilato su per il sedere.
"Di sicuro merita una punizione" conferma Roderich, alzandosi in piedi e uscendo dalla stanza a un cenno di sua moglie.
Quando ritorna, stringe in mano un frustino. Gilbert lo riconosce, è uno dei frustini da cavallerizza di Erzsebeth, il cuoio del manico consumato da anni di uso. Risucchia un sibilo tra i denti, cercando ancora una volta di divincolarsi.
"Andiamo" protesta, "non oserete."
Ma Roderich rimane impassibile mentre sua moglie estrae del tutto lo strap-on e senza preavviso spinge la schiena di Gilbert in avanti finché il naso quasi non sfiora il materasso, la posizione del tutto scomoda semi-legato com'è.
"Quante?"
"Direi dieci."
Il primo colpo arriva senza preavviso, una stilettata sulla natica destra che lo fa sussultare più per la sorpresa che per un dolore reale. Il secondo brucia di più e il terzo gli strappa un sospiro. Per il quinto, le vibrazioni hanno iniziato a viaggiare fino alla punta del suo cazzo.
Roderich è preciso, metodico e ha una vena di sadismo, mentre va a colpire sempre lo stesso punto. Lo fanno pure contare, i bastardi. Fosse stata almeno Erzsebeth a tenere in mano la frustra, avrebbe potuto chiudere un occhio, ma che si tratti di Roderich è un insulto bello e buono alla sua dignità.
Impreca alla settima e gli vale un paio di frustrate extra in rapida successione. E un altro paio perché, secondo Erzsebeth non sembra avere ancora ben chiara la lezione.
Stille di sudore gli scivolano dalla fronte e lungo la punta del naso quando Erszebeth lo tira nuovamente verso di sé, esponendolo ancora una volta. Gli afferra e divarica le natiche ma invece dello strap on, è qualcosa di più piccolo quello che gli infila dentro, quasi a tradimento. La domanda muore in gola all'uomo al ritmo delle prime vibrazioni.
"Cazzo" ringhia mentre il frustino gli morde un capezzolo e dall'espressione del damerino, è chiaro che continuerà finché Gilbert non imparerà a tenere a freno la lingua.
Dopo, per poco non cade all'indietro quando Erzsebeth scivola via da dietro di lui, lasciandolo senza sostegno. Il materasso cigola. Gilbert gira la testa tanto per vedere la donna mettersi di nuovo comoda contro la testiera del letto, le collant ora raccolte attorno alle caviglie, le cosce aperte, la gonna tirata su, lo strap on spostato e il suo sesso esposto.
"Be'?" fa, pigramente, tendendo le braccia sopra la testa. "Cosa aspetti?"
"Non penserai -" inizia Gilbert, ma la punta del frustino che lo stuzzica tra le natiche è sufficiente, per una volta, a fargli ingoiare la protesta con un sibilo.
"Almeno slegami le mani" insiste, scuotendo i polsi a dire che sarebbe l'ideale per entrambi. Ma Erzsebeth si accomoda solo meglio. "Sono certa che troverai una soluzione."
Nel piegarsi in avanti fino a seppellire il naso tra i peli pubici della donna, Gilbert giura che avrà la sua vendetta. L'odore più intimo di lei lo investe, crudo e intenso, e quando le prime gocce dei suoi umori gli cadono sulle labbra deve reprimere l'istinto di tirarsi indietro. Si impone di respirare, di fare le cose con calma e metodica. Cerca le grandi labbra e le prende delicatamente tra i denti, succhiando finché non sente il primo lieve spasmo attraversare il corpo di Erzsebeth. La soddisfazione gli piega le labbra in un ghigno. Avesse le mani libere potrebbe usarle per tenere esposta l'apertura della donna per meglio penetrarla con la lingua. Questa volta, dovrà improvvisare. Fortunatamente, estro e fantasia non gli mancano.
Dà una prima leccata sperimentale al sesso di Erzsebeth giusto per testare le sue reazione. La donna mugugna il proprio apprezzamento. Le sue dita si stringono tra i capelli dell'uomo per tirarlo ancora di più verso di sé. Gilbert sibila in una muta imprecazione, la lingua premuta tra le grandi labbra, il profumo di lei che lo intossica mentre il vibratore continua a fare il suo lavoro.
Deve serrare i pugni per mantenere un certo controllo. Cerca di inspirare dal naso e spinge la lingua appena di più dentro di lei, gioendo nel sentire il suo sesso contrarsi. Che carina Erszi a credere di poterlo mettere in difficol -
"Cazzo."
Per un attimo si era dimenticato del terzo incomodo. Sussulta nel sentire il freddo del lubrificante sulla pelle e le dita affusolate da musicista di Roderich stuzzicare la sua apertura per un momento prima di intrufolarsi all'interno. Roderich si muove con calma, quasi con noia, ora sforbiciando, ora arricciando le dita quasi come se stesse seguendo il preciso ritmo di una sinfonia. Poi, afferra il vibratore e lo spinge esattamente contro la prostrata.
La bocca ancora occupata dal sesso di Erzsebeth, Gilbert urla. È solo un momento, tuttavia, prima che l'orgoglio torni ad aver il sopravvento, anche se deve conficcare le unghie nei palmi fino a sentire il sangue per controllarsi. Stringe i pugni e lavora su Erzsebeth come Roderich sta facendo con lui, la mente sempre più offuscata dal tripudio di sensazioni.
Presto deve mordersi la lingua per non gemere apertamente, stretto tra Roderich che continua a fottergli il culo con quelle dita maledette e Erzsebeth che gli ha afferrato la testa per prendersi da sola il suo piacere. Gliela stringe tra le cosce forti da cavallerizza mentre grida la propria liberazione.
Segue un più basso sospiro e un lieve grugnito di piacere. Girando la testa di scatto, Gilbert non può fare a meno di ghignare nel cogliere Roderich col viso arrossato e il cazzo ancora stretto in mano.
“Dav-“
“Ti conviene ripensarci” lo blocca Erzsebeth, la voce gelida pur nel suo post orgasmo. Almeno per ora non lo sta più tenendo fermo e Gilbert è felice di potersi di nuovo mettere seduto, la schiena tutto uno schiocco di protesta.
“Potete almeno levarmi ‘sto affare?” sbotta, inclinando il mento verso l’anello fallico. “A meno che tu non voglia sfruttarlo. Perché dubito che interessi al signorino qui.”
Davvero masturbarsi mentre si fanno i ditalini a un altro è una forma di perversione di cui solo Roderich poteva essere capace.
Si pente un attimo troppo tardi delle sue parole quando vede Erszebeth allungarsi per prendere qualcosa fin troppo simile a un telecomando. Un attimo dopo, le braccia e le gambe di Gilbert scattano mentre si contorce sul materasso, il vibratore ora al massimo che gli tortura la prostata.
Senza alcun preavviso, un paio di mani gli afferrano il corpo ipersensibile e lo riportano a sedere. Il seno di Erzsebeth gli preme in mezzo alle scapole e Roderich è scomparso di nuovo.
Per Gilbert non è mai un buon segno, la tensione crescente più Roderich tarda a tornare, ogni minuto che si dilata come melassa.
"Pazienza" gli ricorda Erzesbeth, stuzzicandogli la nuca con i denti. Traccia pigri cerchi sul petto di Gilbert e giù fino agli addominali, godendo del modo in cui i fianchi scattano in avanti.
"Oh, ottima idea" complimenta poi. Gilbert solleva gli occhi e la bocca gli si riempie di saliva alla vista. Ringrazia di non stare indossando una gag.
"Preparalo tu."
Roderich quasi nemmeno lo degna di uno sguardo quando passa una siringa a sua moglie. L'ago gocciola di lubrificante. Un braccio stretto attorno alla pancia di Gilbert perché non si agiti troppo, Erzsebeth testa la siringa spremendo un po' di liquido sul cazzo dell'uomo.
Gilbert sibila, un fischio alto e acuto. Muove la bocca nell'ennesima imprecazione che suona più come una supplica. Ma quel poco di coerenza che gli è rimasto si perde nella siringa e nella prima dose di lubrificante spremuto direttamente dentro il suo cazzo. Non ci fosse Erzsebeth a tenerlo fermo, è certo che sussulterebbe senza controllo.
Invece è reso impotente dalla presa della donna. Mormorando appena, Roderich si inginocchia sul materasso davanti a lui, l'ago da sounding in mano. Ora che è più vicino, nella nebbia del suo piacere, Gilbert nota che sta indossando dei guanti di lattice. La cosa non lo sorprende affatto.
"Respira." L'ordine di Roderich è quasi distaccato mentre gli prende il cazzo in mano con una delicatezza che Gilbert non riesce davvero ad apprezzare e infila i primi millimetri di ago nel canale uretrale.
La bocca si apre su un flusso di parole di cui non riesce più a cogliere il senso
"Cazzo, non -, cazzo, cazzo" geme in una litania continua ma quantomeno appropriata alla situazione.
Roderich non si scompone, continuando a spingere l'ago centimetro dopo agonizzante centimetro. Il metallo vibra, lo riempie, lo tende e lo fa impazzire.
È troppo.
Di colpo, Il corpo di Gilbert si irrigidisce e scatta come una molla mentre un'ondata di piacere lo attraversa fino alla punta delle dita. Non porta alcun conforto o liberazione.
Stretto dell'anello fallico il suo cazzo è ancora gonfio e calde lacrime di frustrazione gli scivolano sulle guance.
"Cazzo, muoviti"
Ma Roderich esita, una nuova forma di sadismo senza dubbio. "Forse, dovremmo -"
"Dovremmo un cazzo. Non osare fermarti. Cazzo."
Piega di scatto la testa all'indietro quando Erzsebeth gli pizzica un capezzolo con fare vendicativo. Poi lo stuzzica, più dolce, stringendolo appena per ogni centimetro di ago su per il cazzo.
Deve essere un complotto. Quei due di sicuro sono in combutta per farlo impazzire. Marito, moglie, e il loro giocattolino sessuale.
E lui è, questa volta per davvero, al limite.
"Toglilo. Toglilo" piagnucola, agitandosi. I secondi successivi sono lenti fino all'agonia.
"Sei sicuro?"
"Sì, cazzo. Toglimi quell'affare."
Erzsebeth gli dà un nuovo pizzicotto. Roderich, invece, afferra l'estremità dell'ago da sounding. Gilbert geme.
"Non quello!"
"Non posso toglierti l'anello se non estraggo prima l'ago" fa notare Roderich, impassibile. Quindi continua con la delicata operazione.
È tuttavia la mano di Erzsebeth ad avvolgersi attorno al pene di Gilbert quando l'ago viene del tutto estratto.
"Quasi" mormora, accarezzandolo per tutta la lunghezza finché, finalmente, non rimuove l'anello.
L'orgasmo di Gilbert è rapido e gli toglie per un attimo la vista. Ansima, fradicio di sudore e di umori, tutto il corpo ipersensibile. A poco a poco anche il vibratore nel sedere si spegne e viene estratto. Erzsebeth lo cinge ma dolcemente e quando gli dà un lieve bacio sulla guancia è colmo di tenerezza.
Quasi quasi è peggio.
Ma alla fine è anche bello farsi abbracciare. Erzsebeth lo aiuta a stare seduto mentre Roderich inizia a sciogliere i nodi dello shibari. È un’operazione lunga, ma il seno di Erzsebeth come morbido cuscino in mezzo alle scapole rende la cosa più sopportabile.
Libero dalle corde, Gilbert si accoccola meglio e ghigna, con Roderich che si accomoda al suo fianco. Si volta verso di lui.
"La prossima volta tocca a te."