Season fruit
Mar. 7th, 2020 11:00 pmRating: General
Theo aveva ereditato il negozio di frutta e verdura dalla zia ormai tre anni prima. "I meloni di Nonna Giovanna" recitava ancora il cartello sulla porta, ricordo di quella donna che era ancora considerata da tutti la Nonna del quartiere.
Theo aveva ereditato il negozio di frutta e verdura dalla zia ormai tre anni prima. "I meloni di Nonna Giovanna" recitava ancora il cartello sulla porta, ricordo di quella donna che era ancora considerata da tutti la Nonna del quartiere.
In realtà, Theo aveva provato a cambiare il nome al negozio, ma si era accorto presto di quanto fosse ancora popolare tra i vecchi clienti. Così il nome era rimasto.
"Come sarebbe a dire che non vendete i meloni?"
In tre anni Theo non aveva mai avuto un cliente più difficile. Era entrato in negozio come una furia e si era messo a ordinare meloni come se ne andasse della sua vita. Al punto che Thei aveva avuto quasi paura nell'informarlo che i meloni non sarebbero stati disponibili per un altro paio di mesi.
"Ridicolo! Il nome del negozio!"
E non era nemmeno servito a molto spiegare che i meloni erano solo una battuta molto auto-ironica sul generoso davanzale della vecchia proprietaria.
Nel frattempo attorno al bancone si era anche formato un crocicchio tra curiosi e clienti impazienti che avrebbero tanto essere serviti senza dover per forza aspettare mezza giornata, anche se il negozio offriva un bel rifugio dal caldo esterno, merito della nuova sede climatizzata.
"Ma è giugno!" continuò il cliente, quasi gli avesse letto nel pensiero. Theo, che nel frattempo stava anche cercando di non perdere il resto della clientela, sospirò. "La varietà che vendiamo è locale" spiegò. "Matura solo ad agosto."
"Ma li ho visti al supermercato" insistette l'altro, ancora deciso a essere assolutamente irragionevole. Theo soppesò per un istante l'idea di spiegare che la frutta al supermarket era quasi tutta importata, a differenza di quella in negozio. Nonna Giovanna era sempre stata irremovibile sull'andare sempre a chilometro zero.
Ma sarebbe stato uno spreco di tempo.
"Le pesche sono molto buone" cercò di sviare il discorso. "Ecco" gliene offrì una. L'altro la guardò dubbioso, nemmeno avesse in mano una bomba a orologeria, quindi gliela restituì, con un'occhiata che Theo dapprima non riuscì a decifrare.
Quando ci arrivò, sospirò. "Santa pazienza" borbottò sotto voce, mentre recuperava un coltello per tagliare una fetta del frutto e iniziava a rivalutare il motto di tenersi cari tutti i clienti. Tanto più qualcuno che era chiaramente uno straniero.
"Non sono male" lo sentì mormorare il suo verdetto finale.
"Ottimo" esclamò Theo, prendendo già un sacchetto di carta. "Quante?"
L'altro parve pensarci un momento. Quindi borbottò un "Quattro."
Nemmeno avesse firmato la propria condanna a morte. Cavolo, doveva tenerci molto a quei meloni. In caso c'era sempre il supermercato. E sarebbe bastato per capire perché lì si insisteva sulla frutta di stagione. La roba al supermercato era plastica mascherata da frutta!
"Alla fine tornano sempre", diceva Nonna Giovanna a proposito dei clienti, quando Theo non si chiedeva se non fosse più opportuno essere più accomodanti. "E vorrei ben vedere. Almeno la nostra è vera frutta."
Quindi, sì, lo straniero poteva essere andato via con solo quattro pesche, ma nel tornare al bancone, Theo non aveva dubbi che fosse solo l'inizio.